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Galleria2018-10-22T21:13:37+00:00

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A pochi passi dalla splendida chiesa della Madonna dell’Orto, lungo la fondamenta Gaspare Contarini sull’omonimo canale, si specchiano due gioielli del diciassettesimo secolo. Palazzo Contarini dal Zaffo e Palazzo Minelli Spada.

Il primo residenza della nobile famiglia veneziana di Giorgio Contarini che fu Conte di Zaffo (altre residenze della casata si trovano sul Canal Grande ed in altre parti della città), famiglia che ha dato negli anni alcuni Dogi alla Serenissima e che nel 1500 su 1523 nuclei di familiari patrizi censiti in città, ben 107 portavano il cognome Contarini. Il secondo per lungo tempo residenza dei “Capitani de Mar”, gli ammiragli della flotta veneziana e ciò si nota anche dalle due grandi guglie in marmo che si innalzano sopra il tetto del palazzo ai lati estremi dello stesso. Oggi i Palazzi sono destinati all’Ospitalità Residenziale.

Sul lato interno i due palazzi insistono su un ampio e curato giardino punto di riferimento sia degli ospiti che di molte specie di uccelli che ivi trovano rifugio e ristoro. Lungo le mura di cinta, nella parte centrale, una piccola statua in marmo della Madonna di Lourdes vigila sulla serenità della Casa e dei suoi Ospiti. Dal giardino, si può ammirare anche l’alto campanile in mattoni a pianta quadrata della Chiesa della Madonna dell’Orto. Fu eretto a cavallo tra il XV e il XVI secolo e si innalza per circa 56 metri sul lato sinistro della chiesa. La torre è visibile da gran parte della laguna nord ed è uno dei primi campanili veneziani che si vedono giungendo a Venezia dal ponte translagunare. L’opera venne ultimata nel 1503 come testimoniano la data incisa nella cupola, una cassetta di piombo, che si trovava all’interno della cupola, contenente delle reliquie e un’iscrizione datata proprio 1503.

Una splendida chiesetta interna a Palazzo Minelli Spada conserva un l’altare scolpito in alto rilievo in pietra tenera di Vicenza, che rappresenta il Cristo della Passione, in piedi dentro un sarcofago, adorato da due angeli, riconosciuto come opera del famoso scultore Giammaria Mosca, eseguita nel 1525 circa.